Piani di prevenzione – medicina comportamentale

Per tutto l’inizio del Novecento gli studiosi consideravano la mente come una scatola nera e l’animale era considerato un automa mosso da pulsioni (Lorenz, Skinner, ecc).
Poi dagli anni settanta si è cominciato a capire che in realtà gli animali provano un’emozione, hanno una motivazione e un’attivazione emozionale che li porta poi a compiere un determinato comportamento.

La terapia comportamentale segue diversi modelli. Il nostro è quello di tipo cognitivo-relazionale sistemico, in cui l’obiettivo terapeutico è quello di valorizzare la partnership e la relazione famiglia-animale. Quando si costruisce un progetto terapeutico quindi, viene considerato il sistema famiglia ed il contesto, perché l’animale spesso è solo il portatore del sintomo.

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